22 Luglio 2024
Varese: una storia di verde e bellezza
La storia di Varese come “Città Giardino” è una narrazione affascinante che intreccia motivi storici con la realtà contemporanea di una città immersa nel verde. Questo soprannome, che contraddistingue il capoluogo del Varesotto a livello mondiale, è ben radicato nella sua identità e trova le sue origini in un contesto storico e culturale che risale a più di un secolo fa.

L’origine del titolo
Il concetto di “Città Giardino” è nato in Gran Bretagna agli inizi del XX secolo, grazie all’urbanista Ebenezer Howard. Howard ideò un modello utopico di sviluppo urbano in risposta al sovraffollamento delle città e al conseguente spopolamento delle campagne causato dalla Rivoluzione Industriale. La sua idea prevedeva una città circondata da parchi, con ampi viali puliti e una cintura ferroviaria. Sebbene Varese non segua esattamente questo modello, la città è comunque ricca di giardini e spazi verdi che le hanno valso questo titolo.
Un passato lussuoso
Lo storico Mauro Della Porta Raffo ricorda che Varese veniva definita “Città Giardino” già alla fine dell’Ottocento, durante gli anni d’oro dell’Hotel Excelsior, oggi Villa Recalcati. All’epoca, Varese era una rinomata destinazione turistica europea, frequentata da dive, personalità della cultura e politici di spicco. Tra questi ospiti illustri vi fu anche il diciottesimo presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant. La definizione di “Città Giardino” divenne ancora più popolare nel secondo dopoguerra, grazie Manlio Raffo, direttore dell’Ente provinciale del Turismo, e ai suoi collaboratori che oltre a spingere questo termine aveva coniato altri titoli per Varese come “La provincia dei sette laghi” o “nel Varesotto non manca mai un raggio di sole”.
Un verde che dura nel tempo
Varese è sempre stata associata agli spazi verdi, anche prima del movimento urbanistico delle “Città Giardino”. Nel Settecento, il rettore della biblioteca Ambrosiana, Nicolò Sormani, definì Varese come la “città dell’Insubria vago giardino”. Inoltre, Stendhal descrisse Varese come la “Versailles di Milano”. Nel 1911, una rivista turistica tedesca descrisse Varese come una “Città Giardino” per promuovere il Grand Hotel Excelsior di Casbeno. Sebbene la definizione non fosse del tutto corretta, si è radicata nella percezione comune e nella promozione turistica della città.
Un patrimonio verde imponente
Varese oggi vanta una quantità impressionante di spazi verdi. Dino De Simone, assessore all’ambiente e verde pubblico, sottolinea che la città possiede ottocentomila metri quadrati di proprietà comunali, inclusi sette parchi storici, 53 giardini scolastici, 39 aree verdi di quartiere, 31 aiuole, 13 aree verdi esterne ai cimiteri, tre campi sportivi amatoriali e 25 aree verdi in zone libere.
A questi si aggiungono quasi quattrocentosettantamila metri quadrati di boschi comunali.

I 7 parchi storici di Varese
Se abitate in zona o decidete di venire in vacanza nella nostra città, ecco l’elenco dei 7 parchi storici che vi consigliamo vivamente di visitare.
- Giardini Estensi e Villa Mirabello
- Villa Toeplitz
- Villa Augusta
- Villa Baragiola
- Parco Mantegazza al Castello di Masnago
- Villa Torelli Mylius
- Parco Zanzi
Oltre a queste aree di proprietà comunale, Varese dispone di oltre 27 milioni di metri quadrati di verde privato, tra cui parchi boschivi, agricoli e storici nelle ville private. In totale, le aree verdi, sia pubbliche che private, occupano più della metà della superficie totale della città, che si estende per oltre 50 milioni di metri quadrati.
Per saperne di più, vi consigliamo di dare un’occhiata al sito del Comune di Varese.

Amorillo a Varese
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