Tulip Mania: la folle passione per i tulipani nel 1600

22 Gennaio 2024


Tulipazzi! La Tulip Mania.

Durante i nostri viaggi alla ricerca dei segreti della natura abbiamo scoperto uno dei capitoli più incredibili della storia dei fiori: la Tulip Mania. Nel XVII secolo, i tulipani olandesi divennero oggetto di desiderio sfrenato e speculazione finanziaria, dando vita a un fenomeno noto come la Tulip Mania. Immergetevi insieme a noi nella storia affascinante di come questo fiore abbia scatenato una vera e propria frenesia economica.

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Come nacque la follia per i tulipani

Il Tulipano guadagnò rapidamente popolarità dopo essere stato introdotto nei Paesi Bassi, grazie ai suoi colori vivaci che lo distinguevano dagli altri fiori dell’epoca. Con l’Olanda appena indipendente che sperimentava una crescente prosperità economica, iniziarono a emergere tulipani unici o particolari come simboli di status. I tulipani screziati ad esempio, estremamente rari con striature simili a fiamme gialle o bianche, divennero presto un articolo di lusso ambito.

I coltivatori attribuirono nomi che riflettevano status e nobiltà ai bulbi, come Semper Augustus e Vicerè, che sono diventati famosi nella storia dei tulipani. Solo nel ventesimo secolo gli scienziati scoprirono che le belle striature erano causate dal “Tulip Breaking Virus” (virus del mosaico del tulipano), che indeboliva gradualmente il bulbo con ogni nuova generazione e contribuiva tristemente all’estinzione di molte di queste specie un tempo esaltate.

Con l’aumentare della popolarità, i coltivatori professionisti cominciarono a pagare prezzi sempre più elevati per i bulbi. Nel 1634, a causa della crescente domanda, gli speculatori entrarono nel mercato con la speranza di comprare a basso prezzo e vendere a un prezzo più alto.

Durante l’apice della Tulip Mania, nel 1636, gli olandesi inventarono il mercato dei Contratti Futuri. Siccome durante i mesi invernali i tulipani non potevano essere venduti perché non erano ancora sbocciati ed il loro bulbi erano dormienti nel terreno, le persone potevano comprare e vendere contratti per tulipani che sarebbero sbocciati in primavera. Con l’interesse in crescita, questi contratti potevano cambiare di proprietà anche 10 volte al giorno prima che i bulbi fossero fioriti.

tulip mania

Il tulipano Semper Augustus ed un Contratto Futuro.

Entro novembre del 1636, il prezzo dei bulbi screziati comuni iniziò a salire, poiché ogni varietà di tulipano veniva considerata unica. Alcuni speculatori fecero fortuna comprando e vendendo per enormi profitti, spingendo sempre più persone a investire in costosi contratti nella speranza di una futura ricchezza.

Il Vicerè, accennato poco fa, fu battuto all’asta per 4200 fiorini, mentre il Semper Augustus per 5200 fiorini! Confrontare i prezzi con quelli odierni è un po’ difficile, ma la lista sottostante vi fornisce alcune informazioni sul valore di diversi prodotti e guadagni comparati con la vendita di un singolo fiore. La valuta nei Paesi Bassi dell’epoca era il fiorino. Ogni fiorino equivaleva a 20 nichelini.

1/2
6 1/2
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250
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1.500
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3.000
5.200
nichelini
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fiorini
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fiorini
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Costo di un boccale di birra
Costo di una pagnotta di pane da 5Kg
Salario giornaliero di un imbianchino esperto
Salario giornaliero di un sarto
Costo di una botte di aringhe
Costo di 151 litri di brandy francese
Guadagno annuo di un carpentiere
Stipendio di Carolus Clusius (botanico e docente all’Università di Leida)
Guadagno annuo tipico di un mercante di livello medio
Compenso di Rembrandt per il suo capolavoro, La Ronda di Notte (1642)
Guadagno annuo tipico di un mercante benestante
Prezzo più alto attestato in modo affidabile pagato per un bulbo di tulipano (1637)

 

Esiste anche una voce più controversa proviene dal libro di Charles Mackay “La Follia delle Folle”, in cui si racconta di un’offerta di 21 acri di terra per un singolo bulbo di Semper Augustus.

  • Dalla Gazzetta di Harlem, 1635, sulla bolla dei tulipani: “Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Viceré, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d’argento e un vestito, per un valore totale di 2500 fiorini.” – Hrispijn Munting, cronista

Tulip mania costo nel tempo

Il grafico mostra il costo dei bulbi nel tempo. La riga gialla indica il valore del peso in oro dei bulbi dei tulipani, ampiamente superato durante l’apice della Tulip Mania.

Il declino della Tulip Mania

Il fenomeno della Tulip Mania raggiunse il suo apice tra il 1636 e il 1637. I tulipani divennero una merce di lusso, e la loro domanda crebbe in modo esponenziale. Come abbiamo detto, i mercanti e gli speculatori iniziarono a investire massicciamente nei bulbi di tulipano, causando un rapido aumento dei prezzi. La speculazione raggiunse livelli senza precedenti, con persone che acquistavano e vendevano contratti per la consegna futura di bulbi di tulipano, senza mai possederli fisicamente. La follia raggiunse il suo culmine quando la gente investiva intere fortune in queste transazioni, spingendo i prezzi a livelli irrealistici.

Sfortunatamente per molti acquirenti, questa prosperità arrivò ad una fine. Nel febbraio del 1637, all’avvicinarsi della primavera (e al momento in cui i contratti sarebbero finalmente stati scambiati con bulbi fisici), i prezzi crollarono improvvisamente. Potenzialmente a causa di preoccupazioni legate alla peste, i compratori per la prima volta non si presentarono all’asta di Haarlem. Preoccupati di non riuscire a trovare acquirenti, gli speculatori iniziarono a vendere freneticamente i loro contratti a prezzi scontati nella speranza di minimizzare le perdite. Quasi da un giorno all’altro, il commercio dei bulbi si fermò, lasciando molti con contratti quasi privi di valore.

  • Della “Gazzetta di Harlem, 1635, sulla bolla dei tulipani: “Fu una speculazione sfrenata. Tutti guadagnavano. L’età dell’oro sembrava discesa sulla Terra. E poi improvvisamente tutti perdettero e il Paese si ridusse come Giobbe sul letamaio.” – Hrispijn Munting, cronista

Negli anni successivi, i prezzi tornarono alla normalità, e la Tulip Mania divenne oggetto non solo di lezioni di economia, ma anche di satira, come nel dipinto di Jan Brueghel il Giovane (circa 1640) che raffigura gli speculatori come scimmie incivili vestite da nobili.

Nonostante la sua fine drammatica, la Tulip Mania rimane un capitolo affascinante nella storia dei fiori e dell’economia. Oggi, possiamo ammirare i tulipani con occhi diversi, consapevoli della loro storia tumultuosa e della lezione che ci insegna sulla follia delle speculazioni e sull’importanza di una gestione oculata degli investimenti. Sia che siate appassionati di fiori o di storia economica, la Tulip Mania è un racconto che non potrete dimenticare.

Le immagini d’archivio presenti in questa pagina appartengono all’Amsterdam Tulip Museum.


Alice